Un regolhamento par lha thèrnita de na grafìa

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In sti xorni se ga parlà tanto de bando pa’ lha grafìa vèneta. Vorìa prexentar kuà un dokumento ke gò skrito (ke no ‘l xe kuelho adotà da ‘l bando!) e ke ‘l và na scantineta fòra da i argomenti sòlhiti ke skrivo in sto blòg.

El xe sol ke na mé proa de kome ke ‘l pòl èser un regolhamento par thernir na grafìa, e el xe skrito in italhian, skuxème.

Kòsa xe ke ne pensé?

Art. 1 – Norme generali
  1. Il presente regolamento ha la funzione di disciplinare gli aspetti operativi della nomina di una proposta di grafia e, più in generale, dei lavori della commissione.
  2. Viene reso pubblico a tutti i commissari questo regolamento entro la mattina.
    Tutti i commissari sono tenuti a sottoscrivere questo regolamento entro il 2° (secondo) giorno dalla sua pubblicazione.
    Vige la disciplina del silenzio-assenso.
  3. Tutti i commissari sono tenuti a giurare di essere imparziali e obiettivi nei voti che daranno.
  4. Un commissario può decidere di non far più parte della commissione, in questo caso dovrà rendere palese a tutti gli altri commissari la sua intenzione, e i suoi voti non verranno presi in considerazione.
  5. La commissione sarà composta da un numero di membri non inferiore a 3 (tre).
  6. Il sistema di votazione si basa sul sistema maggioritario (uni- o pluri-nominale) a voto opzionale preferenziale a maggioranza assoluta.
    Questo consente di riprodurre in maniera sincera e fedele le intenzioni dei commissari. Inoltre, l’esprimere una graduatoria prescinde dall’entità delle diverse votazioni che ciascuno può dare alle singole proposte, evitando in tal maniera che voti troppo “stretti” alle proposte vadano a modificarsi con eventuali voti troppo “larghi”, dando risultati falsati.
  7. Per la scelta della proposta vincente si userà il sistema elettorale di Nicolaus Tideman (Ranked pairs).
  8. Le variabili che possono essere cambiate, secondo i tempi e i modi indicati all’art. 2,
    sono:

    1. la durata della presa visione delle proposte.
    2. la durata della discussione delle valutazioni.

 

 Art. 2 – Cambiamenti al regolamento
  1. I commissari possono, a discrezione, decidere di modificare questo regolamento.
  2. Deve essere inviata una notifica a tutti i commissari indicanti i punti o le parti da modificare e la loro modifica.
  3. I commissari discuteranno le modifiche, eventualmente le cambieranno, e successivamente ne daranno approvazione, ovvero le rigetteranno.
  4. L’approvazione o la disapprovazione da parte dei commissari deve essere data entro il 2° (secondo) giorno dalla data di notifica del o dei cambiamenti apportati, che dev’essere fatta entro la mattina.
  5. Il regolamento può essere modificato previo assenso della maggioranza relativa dei commissari.
    Vige la disciplina del silenzio assenso.

 

Art. 3 – Presentazione delle proposte
  1. Ogni proposta dovrà giungere corredata da nome e cognome del presentante, luogo di nascita, luogo di domicilio (se diverso dalla nascita), e da un indirizzo email (in alternativa un numero di telefono) per i contatti.
  2. Ogni proposta dovrà descrivere la grafia in ogni suo aspetto (es. dai grafemi ai fonemi e all’accentazione) e dovrà essere corredata da una tabella delle corrispondenze grafema-fonema, e da un breve testo di esempio scritto con la grafia proposta.
  3. Ogni proposta dovrà indicare gli autori o co-autori e, opzionalmente, ogni eventuale persona che ha contribuito indirettamente alla stesura della stessa e che non è definibile come autore.
    È definito autore il creatore di un’opera dell’ingegno, ovvero chi, per primo, ha inventato qualcosa non precedentemente esistente. Non è un autore chi ha partecipato alla creazione in modo accessorio, indirettamente influenzando l’autore nelle sue scelte, senza apportare di sua mano elementi innovativi nell’opera.
  4. Eventuali proposte ritardatarie, o integrazioni a proposte già presentate, possono venire prese in considerazione previo assenso della maggioranza relativa dei commissari secondo i tempi e i modi indicati all’art. 2.
  5. Eventuali proposte che non dovessero rispettare i punti 3.1, 3.2, e 3.3 verranno scartate.

 

Art. 4 – Consultazione delle proposte
  1. Le proposte verranno rese anonime togliendo qualsiasi riferimento al proponente. I commissari non dovranno essere a conoscenza delle corrispondenze per garantire l’imparzialità e la non-interferenza.
  2. Rese consultabili le proposte depositate modificate come nel punto 4.1 entro la mattina, i commissari ne prendono visione fino alla mezzanotte del 5° (quinto) giorno.
  3. I commissari possono discutere e portare alla luce eventuali irregolarità nelle proposte presentate entro e non oltre la mezzanotte del 2° (secondo) giorno dalla data di presa visione.
    Le irregolarità verranno risolte secondo i tempi e i modi indicati all’art. 2.
    La risoluzione delle irregolarità non entreranno nel computo dei giorni riservati alla consultazione.
  4. Durante la presa visione i commissari si asterranno dal rendere palese (direttamente o indirettamente) la loro votazione, in ogni modo e attraverso qualsiasi strumento o canale, prima dello scadere della consultazione, pena la decadenza dalla commissione.
  5. E’ consentito chiedere spiegazioni o chiarimenti ai redattori delle proposte. Le richieste e le relative risposte devono essere rese pubbliche a tutti i commissari.

 

Art. 5 – Valutazione delle proposte
  1. I voti dovranno essere tra 0 (zero) e 5 (cinque) compresi, dove 0 (zero) significa “criterio non soddisfatto”, 1 (uno) “scarso”, 2 (due) “quasi sufficiente”, 3 (tre) “sufficiente”, 4 (quattro) “buono”, e 5 (cinque) “criterio pienamente soddisfatto”.
  2. I criteri per i quali si dovranno esprimere i voti saranno 6 (sei):
    1. facilità di lettura/scrittura: la grafia deve essere semplice da leggere e da scrivere.
    2. possibilità di scrittura elettronica: deve essere possibile (e semplice) scrivere e leggere con qualsiasi strumento in uso attualmente (ad esempio con una tastiera per computer, tastiera per telefonino, etc)
    3. rappresentatività: la grafia deve poter rappresentare tutte le varianti della lingua in questione.
    4. ambiguità/opacità: la grafia deve essere meno ambigua e opaca possibile (quindi un voto pari a 0 (zero) significa molto ambigua/opaca, mentre 5 (cinque) significa per nulla ambigua/opaca).
    5. coerenza: la grafia deve essere coerente con sè stessa.
    6. chiarezza espositiva: la grafia è spiegata bene in ogni sua parte, senza ambiguità né contraddizioni.
  3. Un commissario non può votare una proposta di cui è autore o co-autore per evitare conflitti di interessi.
  4. Non è ammesso il voto per delega
  5. Per ogni voto minore di 5 (cinque) si scriverà una breve nota in cui si espone la motivazione del numero espresso.
    Per un voto 5 (cinque) il commento è opzionale.
  6. Non sono ammessi voti non espressi all’interno di ciascuna proposta.
    Se una proposta non è stata votata se ne scriverà una breve nota esponendo le ragioni.
  7. Dei voti dati nelle categorie menzionate al 5.2 se ne farà poi una media (aritmetica o pesata a discrezione del commissario votante) e si fornirà 1 (un) solo voto arrotondato per eccesso alla prima cifra decimale per l’intera proposta.
  8. Se il commissario votante applicherà una media pesata, la stessa formula deve essere applicata a tutte le proposte.
  9. Le proposte verranno quindi ordinate secondo un ordine di preferenza, dal voto globale più alto a quello più basso.
    E’ possibile avere più proposte con lo stesso livello di preferenza.
  10. Qualora un commissario non adempiesse ai punti elencati all’art. 5, detto commissario decadrà dalla commissione, e tutte le sue votazioni non verranno prese in considerazione.

 

Art. 6 – Discussione delle valutazioni
  1. Entro la mattina del giorno dopo della scadenza delle valutazioni i commissari sono tenuti a rendere palesi i loro voti (uno per ciascuna categoria, il voto globale, le eventuali note, l’eventuale formula usata per ottenere il voto globale se diversa dalla media aritmetica, e la classifica ordinata dalla prima all’ultima scelta delle proposte votate).
  2. Dal pomeriggio del giorno dopo della scadenza delle valutazioni si procederà alla discussione degli stessi.
    Cambiamenti possono essere eventualmente fatti ai propri voti, alle note, alla formula usata per calcolare il voto globale, e alla classifica, in base a quanto emerso dalla discussione.
  3. La discussione delle valutazioni terminerà alla mezzanotte del 3° (terzo) giorno dopo l’inizio della discussione dei voti.
  4. La durata delle discussioni sulle votazioni è modificabile previo assenso della maggioranza relativa dei commissari secondo i tempi e i modi indicati all’art. 2.

 

Art. 7 – Svolgimento dello scrutinio
  1. Si calcola la differenza — chiamata margine — nel numero di voti tra tutte le coppie di proposte in tutte le schede elettorali.
  2. Successivamente si ordinano i margini in ordine decrescente di differenza.
  3. Si costruisce quindi un grafo iterando attraverso la lista ordinata dei margini dalla differenza più grande alla differenza più piccola, aggiungendo un arco che punti dal candidato vincitore al candidato perdente di ciascun margine.
    Se l’aggiunta di un arco di un margine introdurrebbe un ciclo, il margine viene ignorato.
  4. Il candidato vincente è il candidato che non ha archi che puntano verso di lui una volta che il grafo è stato completato (cioè è un nodo sorgente del grafo completato).

 

Art. 8 – Verbale delle operazioni elettorali

  1. La commissione provvederà a redigere i verbali delle operazioni di voto e di scrutinio che verranno conservati agli atti.
  2. Il verbale delle operazioni di voto riporta:
    1. Il numero e il nome dei commissari votanti.
    2. Il numero e il nome dei commissari dei voti validi.
    3. Il numero e il nome dei commissari dei voti non dati, cioè quando il commissario non ha espresso nessun voto su nessuna proposta, ovvero non si è attenuto alle disposizioni contenute nell’art. 5.
    4. Il numero e il nome dei commissari dei voti nulli, cioè quando il commissario ha manifestato palesemente l’intenzione di non esprimere alcuna preferenza.
  3. Il verbale di scrutinio riporta:
    1. Il risultato dello scrutinio con le proposte ordinate secondo le preferenze dettate dalla commissione e determinate dal metodo descritto all’art. 5.
    2. I motivi di esclusione, ovvero di non vincita, ovvero di vincita di ciascuna proposta.
  4. Il verbali dovranno essere pubblicati a tutti i commissari entro la mattina del giorno dello scrutinio.
  5. I verbali dovranno essere sottoscritti da tutti i commissari entro la mezzanotte del 2° (secondo) giorno dalla data di pubblicazione degli stessi.
    Vige la disciplina del silenzio-assenso.
  6. Qualora siano stati resi palesi errori nella forma o nel contenuto dei verbali questi devono essere corretti e ripubblicati a tutti i commissari, ripetendo la procedura descritta nell’art. 8.

 

Art. 9 – Risoluzione e scioglimento
  1. Redatti i verbali descritti all’art. 8 il lavoro della commissione può considerarsi concluso.
  2. Tutti i commissari e i proponenti verranno notificati del risultato ottenuto, indicando i motivi di esclusione, ovvero di non vincita, ovvero di vincita della propria proposta.
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Swiftkey Keyboard

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Ko la version 6.6.6.21 pena butàa fòra kueli de la tastièra Swiftkey par sistèmi operativi Android i gà xontà la lengua vèneta a la só lista ke la jèra xa bastansa longa da sí! Fège un xiro e dixeme kome ke la ve par (no la xe parfèta parfèta ma almanko el xe un inisio).

Podé proarla deskargàndola da sto link: Swiftkey.

kome lèdher thèrti dithionari

Se gà (indove ke la K granda la ìndika na kualsíasi konsonante e V na vokal):

<ca> = ka
<che> = ke
<chiK> = ki (a inisio de paròla se pòl lèxerlo anka ci)
<co> = ko
<cu> = ku

<chia> = ca
<chie> = ce
<chio> = co
<chiu> = cu

<Vza> = đa/xa
<Kza> = ŧa/sa/đa/xa
<Vze> = đe/xe
<ce>/<Kze> = ŧe/se
<ci> = ŧi/si
<sciV> = siV
<zi> = ŧi/si/đi/xi
<Vzo> = đo/xo
<Kzo> = ŧo/so
<z> inithial = ŧ/s/đ/x

<zu> = ŧu/su/đu/xu

<ga> = ga
<ghe> = ge
<ghi> = gi
<go> = go
<gu> = gu

<gia> = ɉa/ja
<ge>/<gie> = ɉe/je
<giK> = ɉi/ji
<gio> = ɉo/jo
<giu> = ɉu/ju

Kuesto el val par sti dithionari kuà:

  • Patriarchi, Gasparo. Vocabolario veneziano e padovano co’ termini e mòdi corrispondenti toscani. I ed. Padova : s.n., 1775.
  • Patriarchi, Gasparo. Vocabolario veneziano e padovano co’ termini e mòdi corrispondenti toscani. II ed. Padova : s.n., 1796.
  • Patriarchi, Gasparo. Vocabolario veneziano e padovano co’ termini e mòdi corrispondenti toscani. III ed. Padova : s.n., 1821.
  • Bortolan, Domenico. Vocabolario del dialetto antico vicentino (dal secolo XIV a tutto il secolo XVI). Vicenza : s.n., 1893.
  • Venturi, Giuseppe. Saggio di un dizionario veronese-italiano. Verona : s.n., 1810.
    20160706 Angeli, Gaetano. Piccolo vocabolario veronese e toscano. Verona : s.n., 1821.
  • Dizionario tascabile del dialetto veneziano: come viene usitato anche nelle provincie di Padova di Vicenza e di Treviso, coi termini toscani corrispondenti or ora abbreviato e ridotto a comodità di tutti. Padova : s.n., 1847.
  • Boerio, Giuseppe. Dizionario del dialetto veneziano. Venezia : s.n., 1829, 1856, 1867.

 

Kuesto invethe, oltre a kueli de sora, el val pal dithionario ke ‘l vièn:

<cho> = ko

<Vzo> = đo/xo/ŧo/so

  • Mutinelli, Fabio. Lessico veneto: compilato per agevolare la lettura della storia dell’antica repubblica veneta e lo studio dei documenti ad esse relativi. Venezia : s.n., 1852.
  • Contarini, Pietro. Dizionario tascabile delle voci e frasi particolari del dialetto veneziano. Venezia : s.n., 1852.

 

Da kuesto el se kapise tuta la skonfuxion ke ge jèra na ʼolta…

 

 


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‘ss’ kofà digrama par /s/?

Ge xe thèrte camémole “varianti de skritura” ke le dòpara el digrama <ss> par el fonèma /s/. Pasémoge sora el fato ke na dopia <s> la pòl voler díxer na xeminathion ke in vèneto no ge xe. Ma pò el fato ke uno el và a kao ko na paròla de la sòrte “riconos-se”, dexmentegàndose el fato ke la <ss> in realtà el xe un fonèma solke, beh, kuesto nò. Kuesto el xe vestir na paròla vèneta de italian e skríverla in italian. A la stesa manièra ke uno el skrivese “uikènd” invethe de weekend, e kuesto no ‘l se pòl asetar. Ponto.

‘N altro fato pò el xe ke ki i dopara sto sistèma de skritura el skrive anka “sugo”. Ve laso desíder a voaltri se sta paròla la vòl siñifegar sugo opur xugo… (kfr. anka “sana”, “susto”, “soo”, “so”, “sente”, etc. etc. etc.)

In pi, ki ke ‘l skrive ŧúkero el gà da star ben ‘tento, ké ‘te kelaltre varianti no se lo skrive kofà ssúkero, e ñanka inssukerar

Se pòl? Par mi el xe un voler farse mal.

Parké la xe mèjo la mé ortografía

In generale:
  • meno incongruenza tra grafia e pronuncia, più allineato con lo standard IPA (questo facilita l’apprendimento anche dai venetofoni in giro per il mondo)
  • più facile da apprendere dai non-nativi di una particolare variante (diatopìa e diacronìa), non serve conoscere come leggere una parola per poterla leggere, più facile da trasmettere la conoscenza
  • più semplice da scrivere senza dover necessariamente configurare, se mai questo fosse possibile, il set di caratteri (tastiere per computer, telefonini, integrazione con DB che non hanno ancora il supporto per certi caratteri, …)
  • in veneto l’accento ha funzione distintiva, quindi occorre segnarlo (bekobèko), al contrario del francese che è una lingua ad accento fisso, predeterminato
  • evita confusione di lettura indicando solo il minimo numero necessario di grafemi per realizzare la pronuncia (il veneto non ha consonanti geminate)
  • se esistono delle regole che consentono di predire la distribuzione di due foni, allora va da sé che essi possano essere un unico fonema con due realizzazioni fonetiche differenti
  • l’italiano ha 30 fonemi e 37 modi di scriverli, il veneto ha al massimo 28 fonemi e 29 modi di scriverli (l’incidenza della dislessia è maggiore nei paesi che hanno un sistema ortografico più complesso o irregolare, http://web.unirsm.sm/imparare/documenti/Vio.pdf), spagnolo (24/32), tedesco (37/67), francese (35/190) e inglese (44/251) hanno un rapporto ancora più basso dell’italiano.
  • simboli alfabetici: veneto (22-26), rumeno (31), spagnolo (27), inglese e francese (26), italiano (21)
  • rispetto alla Classica, quella di Durante, e di Silvestri permette di scrivere nelle varianti con interdentali
  • rispetto alla Classica e a quella di Silvestri è più allineata con la reale pronuncia di nasale davanti a occlusiva bilabiale
  • rispetto alla GVU, Classica, Durante, e Silvestri non introduce grafemi non necessari (es. q)
  • rispetto alla GVU non introduce segni paragrafematici non necessari (es. “s-c“: in veneto sc non può mai leggersi /ʃ/)
  • si ha un certo grado di unificazione delle scritture, oltre al fatto che, essendo certi grafemi simili (đ e dɉ e j), risulta più facile a un parlante una certa variante riuscire a leggere un termine scritto in un’altra

Koretori ortogràfegi par Firefox e LibreOffice

I xe venhùi fora i koretori ortogràfegi pal vèneto drio la mé skritura!!

Li podé katar kuà par i prodoti Mozilla (Firefox, Thunderbird, …): kolegamento

E kuà par LibreOffice (ankora da aprovar): kolegamento

 

Savème dir!

Sani

Sol parké de c/k e ɉ/g

Premeso ke no ge xe ñankora na grafía ufisial pal vèneto, parké, par krearla, bexòña farlo ko ‘n alfabeto opako (no trasparente)?

Tòlto da Trasparenza fonologica:
“Caratteristiche certe dell’opacità fonologica sono […] la necessità di compitare le parole […] e maggiori difficoltà per tutte le tecnologie di riconoscimento vocale.
Molte lingue artificiali, come l’esperanto e gli esperantidi sono costruite proprio sulla base di un’opacità tendente allo 0, ovvero su un basso livello di discrasia fra scritto e parlato.”

Se bexòña far na ròba mèjo farla ben, nò? parké inserir opasità dove ke se pòl evitarla?

Go tentà de vesinarme a na pronunca pi posíbile fonètega, kuesto par dar na man a tuti de poder lèxer kuelo ke ‘l vièn skrito da altri. Par sto motivo kuà la < j > e la < ɉ > le xe símili.
Go doparà el señeto – par la < đ >, rendéndola símile a la < d >, ke la xe n’ altra realixasion de ‘l fonèma in sèrte varianti.
Par doparar manko señi gràfegi posíbili lo go doparà anka par el < ŧ >.
E par vèñer kontro anka a i vèneti migrài go inserío el < ñ >.

Rèsta fora la kuestion // e /k/, e /ʤ/ e /ɡ/. Par rénder manko opako posíbile ‘l alfabeto se ga desixo de doparar < c > e < k >, e < ɉ > e < g > in manièra kostante (un grafèma un son solke).

La èle evanesente pò la ga dele règole de pronunsia, kuindi se pòl lasarla indikàa ko < l >, e oñi un la lexarà konforme a la só variante (se pòl komunkue doparar < ƚ > par indikar ke la và lèta pròpio evanesente).
No se pòl far isteso ko la < j >, parké no la ga na règola xeneral (‘te na variante ge pòl èser sia na < j > ke na < ɉ >).

Kome ‘l esperanto la me grafía la dòpera la < h > kome diakrítego par sèrte létare ke se pòl ‘ver difikoltà katarle ‘te na tastièra. Kuindi se pòl benisimo skríver < dh >, < th >, < jh >, < lh >, e < nh >.

I asenti i se rende necesari par far lèxer sensa anbiguità na variante a tute kelaltre. Oltre a no pèrder un tèrmine par strada (da lèxerse kome “no dexmentegar kome ke se lèxe na paròla parké no pi doparàa”).

Ko ‘n alfabeto fato a sta manièra tuti i pòl skríver ‘te la só variante parké la konprende tuti i soni doparai da tuti i dialèti de ‘l vèneto. E oñi un el xe bon de lèxer kuela de kelaltri.

Tentar de portar tanta variansa ‘te na ùnika grafia el xe inposíbile, basta vardar kòrvo/kòrth, o kuando/koando, ki/ci, etc. Masa variabilità, veñerìa ‘n alfabeto masa grando e masa konplèso.

Kuala variante la pòl raprexentar tuto el Vèneto? opur, kuala variante doparar par un vèneto standard? opur, kualo vokabolario, kuala gramàdega doparar?
Kostruirgene una da xèro no xe posíbile. I sardi e i ladini i ga tentà de far na ròba konpaña e i ga falío. Rèsta da sernirn una xà existente, ma kuala? Kuela ke pi la se vesina a ‘l italian no ‘l ga senso (uno podaría domandarse parké no al furlan, o al tedesko, o a ‘l latin…). Na posíbile solusion la xe kuela ke pi la raprexenta tuto el Vèneto, e kuindi kuela ke la “stà a mèxa via” intra tute le varianti de vèneto; de mòdo ke sia manko difísile inpararla par tuti (kuesta variante, da ‘l post presedente, la rexulta èser kuela de Méolo).
Un disionario, pò, el ga da inklúder tute le paròle in tute le varianti, indikando anka indove ke le xe doparàe (ank(u)ò/ankúo/ankó(i), ink(u)ó/inkói, unkuò, onkó). E na gramàdega la ga da far altretanto, indikando indove ke se àplika na règola e indove ke nò.

 

Ve pàreƚo ben?