LA fontana di Treviso

Fontana delle tetteChi percorre la galleria della Strada Romana, che va dal Calmaggiore alla Piazzetta della Torre ed alla Calle del Podestà, si imbatte in una fontana singolare. E’ formata dalla celebre statua, divenuta nei secoli uno dei simboli della Marca “gioiosa et amorosa” e del piacere di vivere dei suoi abitanti.
Una vicina lapide riporta la descrizione che Matteo Sernagiotto (1810 – 1880), noto medico e storico trevigiano, dettò nell’Ottocento:
“… vaga donna marmorea sovra conca marina con ambe le mani stava spremendosi le turgide poppe, e due vivi zampilli d’acqua cristallina, mercé industre congegno di ruote, tolta al vicino Cagnano, offrivano abbondante liquore alle case e botteghe circostanti. Alvise Da Ponte pretore, in seguito a straordinaria siccità, la costruiva nel 1559, e da quel tempo fino alla caduta della Veneta repubblica, ogni anno per tre giorni di seguito, a festeggiare l’ingresso del nuovo Podestà, quella fontana gettava dall’una poppa pretto vin bianco, e nero dall’altra, a sollazzo del popolo esultante …”
La statua originale, posta in una nicchia del Palazzo Pretorio, restò “in attività” fino alla caduta della Serenissima, poi fu rimossa e andò dispersa. Recuperata dall’abate Bailo, essa si trova nel Museo Casa da Noal: la statua-fontana che si vede nel cortiletto di palazzo Zignoli, è una fedele replica moderna in pietra d’Istria, commissionata da un privato, cultore di storia trevigiana, allo scultore peruviano Miguel Miranda.

La fontana delle tette fu fatta costruire nel 1559 e donata alla città di Treviso dal Podestà della Repubblica Veneta Alvise Da Ponte all’indomani di una rovinosa siccità che colpì l’intera regione, da allora e fino alla caduta della Serenissima Repubblica di Venezia nel 1797 ad ogni insediamento di un nuovo Podestà la fontana zampillava da un seno vino rosso e vino bianco dall’altro, con grande gioia da parte dell’intera cittadinanza poichè poteva bere gratuitamente del buon vino per tre giorni di seguito.