Domanda a i veronexi ke i sà – pt. 2

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Kualkuni de voaltri veronexi sà kome ke se lèxe la paròla “rufioi” o “rafioi”? indove xe ke ‘l và l’ asento? rùfioi? rufiòi? rufiói?

Grasie

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Un fià de libri e kolegamenti interesanti

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Unkuò voría kondivíder un fià de libri ke gò e ke i xe interesanti asè (par tèñerve inpeñài durante sta fin de le vakanse). No i varda tuti sol ke la lengua Vèneta ma i va ben isteso.

Pò, ge xe el sito de uno ke no ‘l responde mai a nisuna domanda ma ke ‘l gà tante paròle de la variante feltrina/belumata (se savì kome lèxer le paròle bon pa’ voaltri, altrimenti lu no ve lo dirà mea).

El wikipedia vèneto (la pàxena la xe kuela ke la deskrive le varie grafìe ke ge n’ é al dì de unkuò).

El sito de Luciano Canepari, un lenguista venesian ke la sà longa.

Sani

Un fià de statístege

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Unkuò voría kondivíder un fià de gràfegi ko voaltri.

So’ un total de skuaxi 24 milioni de paròle únike se gà:

longesa de le paròle

longesa de le paròle in sílabe

poxision de l’ asento (sílaba) a partir da la fine de la paròla

 

Par òvio ke intʼ un diskorso ste frekuense le xe asè difarenti (e ke le longese de le paròle le xe asè influensàe da i tanti vèrbi ke ge xe). Sti kuà i xe solo ke i gràfegi rekavài da ‘l vokabolario de vèneto e basta.

Sensa kontar i vèrbi le frekuense le saría invese:

Un regolhamento par lha thèrnita de na grafìa

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In sti xorni se ga parlà tanto de bando pa’ lha grafìa vèneta. Vorìa prexentar kuà un dokumento ke gò skrito (ke no ‘l xe kuelho adotà da ‘l bando!) e ke ‘l và na scantineta fòra da i argomenti sòlhiti ke skrivo in sto blòg.

El xe sol ke na mé proa de kome ke ‘l pòl èser un regolhamento par thernir na grafìa, e el xe skrito in italhian, skuxème.

Kòsa xe ke ne pensé?

Art. 1 – Norme generali
  1. Il presente regolamento ha la funzione di disciplinare gli aspetti operativi della nomina di una proposta di grafia e, più in generale, dei lavori della commissione.
  2. Viene reso pubblico a tutti i commissari questo regolamento entro la mattina.
    Tutti i commissari sono tenuti a sottoscrivere questo regolamento entro il 2° (secondo) giorno dalla sua pubblicazione.
    Vige la disciplina del silenzio-assenso.
  3. Tutti i commissari sono tenuti a giurare di essere imparziali e obiettivi nei voti che daranno.
  4. Un commissario può decidere di non far più parte della commissione, in questo caso dovrà rendere palese a tutti gli altri commissari la sua intenzione, e i suoi voti non verranno presi in considerazione.
  5. La commissione sarà composta da un numero di membri non inferiore a 3 (tre).
  6. Il sistema di votazione si basa sul sistema maggioritario (uni- o pluri-nominale) a voto opzionale preferenziale a maggioranza assoluta.
    Questo consente di riprodurre in maniera sincera e fedele le intenzioni dei commissari. Inoltre, l’esprimere una graduatoria prescinde dall’entità delle diverse votazioni che ciascuno può dare alle singole proposte, evitando in tal maniera che voti troppo “stretti” alle proposte vadano a modificarsi con eventuali voti troppo “larghi”, dando risultati falsati.
  7. Per la scelta della proposta vincente si userà il sistema elettorale di Nicolaus Tideman (Ranked pairs).
  8. Le variabili che possono essere cambiate, secondo i tempi e i modi indicati all’art. 2,
    sono:

    1. la durata della presa visione delle proposte.
    2. la durata della discussione delle valutazioni.

 

 Art. 2 – Cambiamenti al regolamento
  1. I commissari possono, a discrezione, decidere di modificare questo regolamento.
  2. Deve essere inviata una notifica a tutti i commissari indicanti i punti o le parti da modificare e la loro modifica.
  3. I commissari discuteranno le modifiche, eventualmente le cambieranno, e successivamente ne daranno approvazione, ovvero le rigetteranno.
  4. L’approvazione o la disapprovazione da parte dei commissari deve essere data entro il 2° (secondo) giorno dalla data di notifica del o dei cambiamenti apportati, che dev’essere fatta entro la mattina.
  5. Il regolamento può essere modificato previo assenso della maggioranza relativa dei commissari.
    Vige la disciplina del silenzio assenso.

 

Art. 3 – Presentazione delle proposte
  1. Ogni proposta dovrà giungere corredata da nome e cognome del presentante, luogo di nascita, luogo di domicilio (se diverso dalla nascita), e da un indirizzo email (in alternativa un numero di telefono) per i contatti.
  2. Ogni proposta dovrà descrivere la grafia in ogni suo aspetto (es. dai grafemi ai fonemi e all’accentazione) e dovrà essere corredata da una tabella delle corrispondenze grafema-fonema, e da un breve testo di esempio scritto con la grafia proposta.
  3. Ogni proposta dovrà indicare gli autori o co-autori e, opzionalmente, ogni eventuale persona che ha contribuito indirettamente alla stesura della stessa e che non è definibile come autore.
    È definito autore il creatore di un’opera dell’ingegno, ovvero chi, per primo, ha inventato qualcosa non precedentemente esistente. Non è un autore chi ha partecipato alla creazione in modo accessorio, indirettamente influenzando l’autore nelle sue scelte, senza apportare di sua mano elementi innovativi nell’opera.
  4. Eventuali proposte ritardatarie, o integrazioni a proposte già presentate, possono venire prese in considerazione previo assenso della maggioranza relativa dei commissari secondo i tempi e i modi indicati all’art. 2.
  5. Eventuali proposte che non dovessero rispettare i punti 3.1, 3.2, e 3.3 verranno scartate.

 

Art. 4 – Consultazione delle proposte
  1. Le proposte verranno rese anonime togliendo qualsiasi riferimento al proponente. I commissari non dovranno essere a conoscenza delle corrispondenze per garantire l’imparzialità e la non-interferenza.
  2. Rese consultabili le proposte depositate modificate come nel punto 4.1 entro la mattina, i commissari ne prendono visione fino alla mezzanotte del 5° (quinto) giorno.
  3. I commissari possono discutere e portare alla luce eventuali irregolarità nelle proposte presentate entro e non oltre la mezzanotte del 2° (secondo) giorno dalla data di presa visione.
    Le irregolarità verranno risolte secondo i tempi e i modi indicati all’art. 2.
    La risoluzione delle irregolarità non entreranno nel computo dei giorni riservati alla consultazione.
  4. Durante la presa visione i commissari si asterranno dal rendere palese (direttamente o indirettamente) la loro votazione, in ogni modo e attraverso qualsiasi strumento o canale, prima dello scadere della consultazione, pena la decadenza dalla commissione.
  5. E’ consentito chiedere spiegazioni o chiarimenti ai redattori delle proposte. Le richieste e le relative risposte devono essere rese pubbliche a tutti i commissari.

 

Art. 5 – Valutazione delle proposte
  1. I voti dovranno essere tra 0 (zero) e 5 (cinque) compresi, dove 0 (zero) significa “criterio non soddisfatto”, 1 (uno) “scarso”, 2 (due) “quasi sufficiente”, 3 (tre) “sufficiente”, 4 (quattro) “buono”, e 5 (cinque) “criterio pienamente soddisfatto”.
  2. I criteri per i quali si dovranno esprimere i voti saranno 6 (sei):
    1. facilità di lettura/scrittura: la grafia deve essere semplice da leggere e da scrivere.
    2. possibilità di scrittura elettronica: deve essere possibile (e semplice) scrivere e leggere con qualsiasi strumento in uso attualmente (ad esempio con una tastiera per computer, tastiera per telefonino, etc)
    3. rappresentatività: la grafia deve poter rappresentare tutte le varianti della lingua in questione.
    4. ambiguità/opacità: la grafia deve essere meno ambigua e opaca possibile (quindi un voto pari a 0 (zero) significa molto ambigua/opaca, mentre 5 (cinque) significa per nulla ambigua/opaca).
    5. coerenza: la grafia deve essere coerente con sè stessa.
    6. chiarezza espositiva: la grafia è spiegata bene in ogni sua parte, senza ambiguità né contraddizioni.
  3. Un commissario non può votare una proposta di cui è autore o co-autore per evitare conflitti di interessi.
  4. Non è ammesso il voto per delega
  5. Per ogni voto minore di 5 (cinque) si scriverà una breve nota in cui si espone la motivazione del numero espresso.
    Per un voto 5 (cinque) il commento è opzionale.
  6. Non sono ammessi voti non espressi all’interno di ciascuna proposta.
    Se una proposta non è stata votata se ne scriverà una breve nota esponendo le ragioni.
  7. Dei voti dati nelle categorie menzionate al 5.2 se ne farà poi una media (aritmetica o pesata a discrezione del commissario votante) e si fornirà 1 (un) solo voto arrotondato per eccesso alla prima cifra decimale per l’intera proposta.
  8. Se il commissario votante applicherà una media pesata, la stessa formula deve essere applicata a tutte le proposte.
  9. Le proposte verranno quindi ordinate secondo un ordine di preferenza, dal voto globale più alto a quello più basso.
    E’ possibile avere più proposte con lo stesso livello di preferenza.
  10. Qualora un commissario non adempiesse ai punti elencati all’art. 5, detto commissario decadrà dalla commissione, e tutte le sue votazioni non verranno prese in considerazione.

 

Art. 6 – Discussione delle valutazioni
  1. Entro la mattina del giorno dopo della scadenza delle valutazioni i commissari sono tenuti a rendere palesi i loro voti (uno per ciascuna categoria, il voto globale, le eventuali note, l’eventuale formula usata per ottenere il voto globale se diversa dalla media aritmetica, e la classifica ordinata dalla prima all’ultima scelta delle proposte votate).
  2. Dal pomeriggio del giorno dopo della scadenza delle valutazioni si procederà alla discussione degli stessi.
    Cambiamenti possono essere eventualmente fatti ai propri voti, alle note, alla formula usata per calcolare il voto globale, e alla classifica, in base a quanto emerso dalla discussione.
  3. La discussione delle valutazioni terminerà alla mezzanotte del 3° (terzo) giorno dopo l’inizio della discussione dei voti.
  4. La durata delle discussioni sulle votazioni è modificabile previo assenso della maggioranza relativa dei commissari secondo i tempi e i modi indicati all’art. 2.

 

Art. 7 – Svolgimento dello scrutinio
  1. Si calcola la differenza — chiamata margine — nel numero di voti tra tutte le coppie di proposte in tutte le schede elettorali.
  2. Successivamente si ordinano i margini in ordine decrescente di differenza.
  3. Si costruisce quindi un grafo iterando attraverso la lista ordinata dei margini dalla differenza più grande alla differenza più piccola, aggiungendo un arco che punti dal candidato vincitore al candidato perdente di ciascun margine.
    Se l’aggiunta di un arco di un margine introdurrebbe un ciclo, il margine viene ignorato.
  4. Il candidato vincente è il candidato che non ha archi che puntano verso di lui una volta che il grafo è stato completato (cioè è un nodo sorgente del grafo completato).

 

Art. 8 – Verbale delle operazioni elettorali

  1. La commissione provvederà a redigere i verbali delle operazioni di voto e di scrutinio che verranno conservati agli atti.
  2. Il verbale delle operazioni di voto riporta:
    1. Il numero e il nome dei commissari votanti.
    2. Il numero e il nome dei commissari dei voti validi.
    3. Il numero e il nome dei commissari dei voti non dati, cioè quando il commissario non ha espresso nessun voto su nessuna proposta, ovvero non si è attenuto alle disposizioni contenute nell’art. 5.
    4. Il numero e il nome dei commissari dei voti nulli, cioè quando il commissario ha manifestato palesemente l’intenzione di non esprimere alcuna preferenza.
  3. Il verbale di scrutinio riporta:
    1. Il risultato dello scrutinio con le proposte ordinate secondo le preferenze dettate dalla commissione e determinate dal metodo descritto all’art. 5.
    2. I motivi di esclusione, ovvero di non vincita, ovvero di vincita di ciascuna proposta.
  4. Il verbali dovranno essere pubblicati a tutti i commissari entro la mattina del giorno dello scrutinio.
  5. I verbali dovranno essere sottoscritti da tutti i commissari entro la mezzanotte del 2° (secondo) giorno dalla data di pubblicazione degli stessi.
    Vige la disciplina del silenzio-assenso.
  6. Qualora siano stati resi palesi errori nella forma o nel contenuto dei verbali questi devono essere corretti e ripubblicati a tutti i commissari, ripetendo la procedura descritta nell’art. 8.

 

Art. 9 – Risoluzione e scioglimento
  1. Redatti i verbali descritti all’art. 8 il lavoro della commissione può considerarsi concluso.
  2. Tutti i commissari e i proponenti verranno notificati del risultato ottenuto, indicando i motivi di esclusione, ovvero di non vincita, ovvero di vincita della propria proposta.

Swiftkey Keyboard

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Ko la version 6.6.6.21 pena butàa fòra kueli de la tastièra Swiftkey par sistèmi operativi Android i gà xontà la lengua vèneta a la só lista ke la jèra xa bastansa longa da sí! Fège un xiro e dixeme kome ke la ve par (no la xe parfèta parfèta ma almanko el xe un inisio).

Podé proarla deskargàndola da sto link: Swiftkey.

 

*** Gò el sospèto ke no i gapie mea doparà la me grafìa!
Gò domandà spiegasion. Stemo véder. **

So’ la j

Unkuò parlemo de la /j/, o mèjo de la <j>.

Ge n’ é sèrte paròle ke, in italian, le gavaría <gl(j)> mentre in vèneto le gà <j>. Parké? El pò èser forsi parké, dopo na trasformasion Vgl(i) > Vlj, la <l> la xe rente de na <i> kofà in xilio, ‘alio’, ‘òlio’, ‘malion’ e ‘lora le se dixe kome se la ge fuse na /j/ e kuindi se gà skomensià skríverle ko na <j> (xijo, ajo, òjo, majon)? Dixéndolo mèjo, da na banda sèrte paròle ke in italian le gavéa ‘Vgl(i)’ le se gavéa skomensià skríverle ko ‘Vli’ (par via de la mankansa de ‘l sòn /ʎ/), da kelaltra invese la letura de ‘li’ kofà /j/ el gà trasformà kuele paròle ko na skritura ko <j>.

El pòl èser kuesto el kaxo? El pòl èser anka ke i venesiani i lèxa le <j> kofà <jh>, o ‘l xe stà na derivasion independente dirèta da gl(i) > jh mentre ke in altre parti de ‘l Vèneto se gà vúo gl(i) > li > j? A ste domande no sò ankora respónder.

Kuesto, ankora, el vòl dir forsi evanesensa anka ko (V)lj? (el kaxo ko ljVlV el jèra xa stà kuèrto da VlV, e ljlV el xe inposíbil kuindi no ‘l pòl mai kapitar) no ‘l saríe strano…

 

PS. Forsi par paròle “vèce” kofà òjo e ajo saríe pi korèto parlar de latin, pitòsto ke de italian.